La sociologia è la scienza sociale che studia i fenomeni della società umana, indagando i loro effetti e le loro cause, in rapporto con l’individuo e il gruppo sociale. Un’altra definizione, più restrittiva, definisce la sociologia come lo studio scientifico della società.(wiki)

La Sociologia è una disciplina scientifica nata nel 1800, in un periodo di fortissimi mutamenti storico-sociali che hanno messo in crisi tutte le certezze precedenti. Tra il ‘700 e l’800 si ha l’obbligo di produrre nuove risposte a domande che non ne avevano più. Durante l’ottocento accade che, da un lato, si perde l’aura religiosa che aveva accompagnato la lettura delle trasformazioni delle società primitive e dall’altro lato si registra l’adozione dei nuovi metodi di ricerca (sviluppati prevalentemente per le scienze naturali) da parte degli studiosi che si apprestavano ad analizzare le trasformazioni sociali che caratterizzarono quell’epoca storica.

Il termine Sociologia lo si deve a Comte, il quale voleva prevedere e quindi controllare il comportamento umano attraverso il suo studio, ma la sua diffusione la dobbiamo alla trasformazione delle tradizionali forme di vita sociale, innescata da un lato dalla rivoluzione francese, dall’altro dalla rivoluzione industriale. Si ricorse alla nuova scienza (e non più alla religione!) per spiegare le trasformazioni delle forme tradizionali di vita e tentare di prevedere i possibili scenari futuri. L’oggetto di studio fondamentale della sociologia è la società e l’ordine sociale, ma ciò che ha caratterizzato di più l’evoluzione della sociologia è stata la necessità di renderla una disciplina autonoma dalle altre scienze ed in particolare dalle scienze naturali.

I principali autori che hanno caratterizzato le origini della sociologia sono Emilè Durkheim, francese appartenente alla sinistra non socialista, tendente alla repubblica e che faceva suoi i valori della rivoluzione francese, e Max Weber, economista, sociologo, filosofo e storico tedesco appartenente alla classe borghese, seguiti verso gli anni ‘30 dalla Scuola di Chicago. L’innovazione sociologica apportata da Durkheim è sostanziale: egli scinde nettamente l’individuale dal sociale. Il sociale primeggia sull’individuale ed acquista significato attraverso le istituzioni, che rappresentano la ostante rispetto alla variabilità e mutevolezza degli individui. Durkheim attua una ricerca di stampo positivista, il suo proposito era quello di formulare leggi trovando correlazioni di causa-effetto tra i fatti sociali e darà vita alla corrente del Funzionalismo. Le sue principali opere sono “La divisione del lavoro sociale”, del 1893, in cui si interessa dell’origine dell’origine sociale (individuato nella Solidarietà tra individui), “Le regole del metodo sociologico” (‘95), in cui esprime la sua concezione di ricerca scientifica in ambito sociale, e “Il Suicidio”, in cui parla di come la società può influire sui comportamenti dell’individuo. A differenza di Durkheim, Weber sosteneva che erano gli individui a creare la società e che la sociologia deve porsi l’obiettivo di capire il senso dietro l’agire sociale, inteso come azione dotata di senso e rivolta verso gli altri, tramite l’uso dell’Idealtipo. La maggiore opera di Weber è “L’etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo”, del 1905, in cui egli parla di come ci siano le IDEE alla base della società (i Valori sono sullo stesso piano delle Idee economiche). Se Durkheim e Weber danno vita rispettivamente alla Scuola Francese e alla Scuola Tedesca, una terza via è rappresentata dalla Scuola di Chicago, anni ‘30, la quale abbandona, in parte, la formulazione teorica per dedicarsi alla ricerca sul campo, volta a risolvere i Social Probems. La Scuola di Chicago, partendo dalle trasformazioni dei sistemi urbani e della dimensione spaziale a seguito dei processi di industrializzazione e modernizzazione, cerca, infatti, di affrontare, tramite la concezione evoluzionista della società, la relazone tra ambiente e società.

Fin dalla nascita della disciplina si è sentita l’esigenza di trovare un paradigma sociologico, inteso come un sistema di concetti cui si attribuisce la funzione di guida e di organizzazione di una ricerca scientifica, in modo da renderla immediatamente comunicabile e modificabile all’interno della comunità. In realtà, pur non essendoci un unico paradigma “forte”, ciò che contraddistingue la sociologia sono i numerosi paradigmi “deboli”, nessuno dei quali emerge come egemonico e che hanno dato vita ad un notevole sviluppo della disciplina. Ancora oggi i termini del dibattito fra metodi empirico-analitici (con enfasi su quantità e misura) e metodi ermeneutico-interpretativi (con enfasi su significati soggettivi e qualità) sono aperti, pur essendoci sempre più autori che intraprendono una via mista, utilizzando entrambi gli approcci per avere una visione più completa della realtà.